Sciocco Dugongo
Cronache dall'acquitrino

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Utente: alegolas
Sciocco Dugongo il vivente più antico dell'acquitrino.

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martedì, 08 marzo 2005
Sono Sciocco Dugongo

In molti credono io sia il vivente più antico dell'acquitrino.

Non nego sia vero, nemmeno lo so. Certo vivo da molti anni e non ho mai incontrato nessuno più antico di me, tuttavia l'acquitrino è immenso e non posso vantarmi di averlo esplorato completamente. Perciò non mi stupirei se saltasse fuori che un pesce se ne sta rintanato sotto il fango da più anni di quelli che ho passato io a nuotare fra i canneti.

Quello che so per certo è che nessuno conosce più storie di quelle che conosco io, Sciocco Dugongo, il vivente più antico dell'acquitrino.Sciocco Dugongo

Postato da: alegolas a 15:20 | link | commenti (13) |

mercoledì, 09 marzo 2005
Fresco e Marbella

Ricordo quando Fresco Dugongo mi prese da parte e ondeggiando lentamente disse: "Sciocco, l'acquitrino ha le sue regole. C'è un Alto, c'è un Basso e c'è un Tutto Intorno”. Poi si allontanò immergendosi nelle mangrovie.
MarbellaFresco era un dugongo di poche parole e in quel caso fu particolarmente laconico, ma fortunatamente Marbella Dugongo vide la mia perplessità e aggiunse qualche essenziale nozione pratica per comprendere quel mondo così complesso. “Guarda le bolle che escono dal naso – disse avvolgendomi in una nube di riflessi guizzanti – seguile e troverai l'Alto dove c'è l'aria che dobbiamo respirare e le foglie che ci piace mangiare. Dalla parte opposta c'è il Basso che è per lo più fangoso e molle. Quello che sta in mezzo è il Tutto intorno, ma non posso dirti di più perché cambia in continuazione”.
Rimasto solo, soffiai forte dal naso e mi gettai all'inseguimento.

Postato da: alegolas a 11:16 | link | commenti (1) |

giovedì, 10 marzo 2005
Un pensiero

bradipoTutti sanno che i bradipi sono animali molto lenti che passano la loro vita a penzolare dagli alberi. Lassù pare che se la passino molto bene, infatti il cibo è sempre abbondante e i nemici poco disposti a rischiare di cadere per un misero pasto. Peraltro si sanno difendere piuttosto bene fra le fronde dei rami più alti e le unghione con cui amano appendersi a testa in giù possono diventare micidiali.

Le cose cambiano quando si trovano a terra, senza alberi nelle vicinanze. Allora sia terra trascinano penosamente incapaci di reggersi su quelle zampone, finchè non trovano il primo ramo verso la volta arborea. Sarebbe quindi lecito aspettarsi di vederne ben pochi ad arrancare nel sottobosco, perchè se c'è una cosa veramente facile, anche per il più impedito dei predatori, è mangiarsi in un boccone un bradipo a terra.

Invece capita spessissimo. Prendete Gepi Bradipo, come tutti i suoi amici, puntualmente ad ogni cambio di luna si trascina per i sentieri intorno all'acquitrino rischiando seriamente la vita.

Qualcuno sa spiegarmi il motivo di un comportamento del genere? Hanno del cibo delizioso nascosto sottoterra? E' una penitenza? Una bravata per far colpo?

Niente di tutto questo. Devono defecare. E lo devono fare a terra. La prima notte di luna nuova, lasciano i loro amati alberi e strisciano come vermi nella boscaglia rischiando seriamente la vita.
Lo fanno per evitare il rischio di colpire qualcuno di noi con i loro escrementi.

La prossima volta che incontro Gepi, voglio ringraziarlo.

Postato da: alegolas a 16:31 | link | commenti |

venerdì, 11 marzo 2005
La Vecchia Ceiba

Oggi ho rincorso le bolle e ho raggiunto l'Alto, perchè volevo guardare le stelle. Ma non c'erano.

la Vecchia CeibafulmineAl loro posto un cielo viola e le alte fronde della Vecchia Ceiba immensa e scura sopra l'aquitrino. E i rami erano agitati da un vento forte che faceva urlare di terrore le scimmie ragno rifugiatesi lassù. E ogni cosa stava in attesa riflettendo la propria ombra livida sulla superfice tesa dello stagno.

Poi una luce bianca ha graffiato il cielo e con un grido aspro e più forte del vento ha attraversato e ucciso la Vecchia Ceiba che si è spaccata ed è caduta.

Io allora sono sprofondato nel Basso e non ho voluto più guardare.

Postato da: alegolas a 14:41 | link | commenti |

sabato, 12 marzo 2005
La grande diga

Da quando Furbo Castoro ha lasciato l'acquitrino, nessuno si occupa più di riparare la grande diga sul fiume.

la grande digaFurbo si ammazzava di lavoro su quella diga e spesso mi fermavo a guardarlo mentre si affannava ad incastrare rametti in una falla o a liberare dal fango le zone da dove voleva scorresse l'acqua. Nel suo momento di massimo splendore la grande diga formava un lungo cumulo di rami e fango che attraversava il fiume e aveva creato un piccolo lago a monte dell'acquitrino, tanto che Pardo Opossum, che aveva la tana proprio lungo il fiume, se ne era dovuto andare da un'altra parte.Furbo

Una volta ho chiesto a Furbo: "Furbo, perchè ti ammazzi di lavoro su quella diga?".  Ma lui non mi ha risposto e si è tuffato nel laghetto perchè, proprio in quel momento, un grosso tronco stava cercando di passare sopra la catasta di rami.

Poi Furbo Castoro se ne è andato con tutta la sua famiglia e non mi ha detto dove.

PardoAdesso della grande diga rimangono solo delle piccole cataste di rami spinti dalla corrente contro i massi. L'acqua scorre lenta come prima e il laghetto non c'è più. Pardo è tornato alla sua tana, ogni tanto vado a trovarlo e parliamo insieme fino a tardi di quando c'era la grande diga.  

Postato da: alegolas a 13:39 | link | commenti |

lunedì, 14 marzo 2005
Gepi Bradipo

giacintoQuesta mattina, mentre risalivo un canale in cerca di giacinti d'acqua, ho visto Gepi Bradipo appeso ad un ramo di eucalipto che mangiava lentamente. Sono emerso all'ombra della pianta e ho aspettato che finisse. slow food

Dopo un po' ho deciso di proseguire perchè Gepi continuava a mangiare e nemmeno mi aveva visto. Poi ho notato che, molto lentamente, Gepi aveva piegato un ramo davanti a sè in modo che io potessi raggiungerlo dall'acqua. Allora mi sono fermato e ho mangiato le foglie aspre dell'eucalipto.

Finito di mangiare, ho detto a Gepi: "Da tanto volevo ringraziarti per la storia degli escrementi e di tutta la fatica che fate per evitare che ci cadano in testa". Gepi ha smesso di mangiare, mi ha guardato dritto negli occhi e, scegliendo con gran cura le parole, ha detto: "Sono assai lieto che tu, Sciocco, mi dica ciò". Poi ha attaccato a parlare del fatto che è una antica e meritoria tradizione, frutto di millenni di evoluzione e continua fonte di grande pericolo per la sopravvivenza stessa della sua specie e che tanti sforzi sarebbero a suo dire poco considerati e rispettati dagli altri componenti del regno animale che dovrebbero essere, al contrario, assai grati. Ha elencato poi  tutti i tipi di pericoli cui va incontro ogni volta notteche deve defecare, concludendo con l'amara considerazione che la diarrea per un bradipo è l'equivalente di una morte certa. 

A quel punto era già buio, io non lo vedevo più bene, per cui ci siamo salutati e sono andato a dormire. 

 

Postato da: alegolas a 00:11 | link | commenti (2) |

Pamelia Aquila

Pamelia Aquila è tornata a riposarsi sul masso appuntito che sorge proprio nel centro del lago scogliosalato più esteso dell'acquitrino.

Pamelia ogni anno rimane per qualche giorno appolaiata su quel masso e non fa altro che agguantare pesci con i grossi artigli e mangiarseli uno dopo l'altro. Dice che deve prepararsi per il lungo viaggio migratorio di ritorno alle sue terre, che ogni anno deve lasciare quando i laghi di lassù gelano per il gran freddo.

Quando l'aquila è sul masso, sempre io ne approfitto per ascoltare i lunghi racconti di quei territori sconfinati, dove - dice Pamelia - alte montagne innevate fanno da cornice a boschi infiniti, popolati da animali meravigliosi e attraversati da fiumi impetuosi dall'acqua pura e cristallina.Pamelia

Pamelia dice che noi del sud non abbiamo idea di come siano belli quei luoghi e che le facciamo pena qui immersi in questo pantano.

Io allora una volta gli ho chiesto se potevo migrare con lei per visitare quei boschi e quei laghi azzurri. Pamelia mi ha guardato e, ingurgitando un grosso surubì, mi ha detto: "Ah aha ah! Dovresti nuotare un bel pezzo, caro Sciocco, prima di arrivare alle mie verdi vallate! Ah aha ah!"

giornata di pescaIo veramente avevo immaginato che potesse trasportarmi in volo fino ai suoi boschi, ma, visto che non finiva più di ridere, non le detto più nulla, mi sono immerso, e ho avvertito tutti i pesci del lago di stare attenti e di non salire troppo in superficie.

Postato da: alegolas a 19:48 | link | commenti |

martedì, 15 marzo 2005
Le grida

urlaLe grida delle scimmie ragno si sono spente nell'Alto quando la Vecchia Ceiba è caduta.

Ma nell'acqua Tutto intorno gli echi di quelle grida rimbalzano ancora tra le sponde, sono rimasti impigliati nell'intrigo di rami sommersi.

Fosco Tritone, che è nato in quelle acque, mi ha detto: "Sciocco, finchè quelle grida non si libereranno nell'Alto, nessuno potrà nuotare dove un tempo la Vecchia Ceiba stendeva la sua ombra".Rudi

Ho parlato a lungo con Rudi Lupo. Ha promesso che, la prossima notte di plenilunio, radunerà il suo branco e, intorno alle radici dissepolte della pianta, i lupi leveranno il loro canto alla luna per aiutare quelle grida a staccarsi per sempre dai fradici rami della ceiba.

Postato da: alegolas a 18:52 | link | commenti |



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